
“Quei colpi di pistola – ha detto don Luigi Ciotti – non hanno ucciso solo Gennaro De Angelis e Pasquale Marino, ma hanno ucciso dentro anche la giovane moglie Adele, e i figli, Vincenzo, Marianna e Annamaria. Allora – ha proseguito - quei colpi o li sentiamo che hanno sparato anche a noi, se no, non ha senso nulla. Voi troverete tanta gente che si commuove e poi dimentica in fretta. Non basta commuoversi. Bisogna muoversi di più, tutti”. Sul palco sono saliti testimoni importanti della lotta contro la criminalità, chiamati ad uno ad uno da Salvatore Cuoci, coordinatore della manifestazione. Davanti a centinaia di studenti, Marco Maddaloni, che insieme ai suoi parenti a Scampia sta provando da un po’ di tempo a recuperare ragazzi difficili, ha cercato di spiegare che il bullismo può essere l’anticamera del camorrista. “Essere furbetti è una cosa, essere delinquenti è un’altra. Bisogna cominciare dalle scuole ad aiutare i bambini più deboli per farli diventare grandi, esattamente come noi”. Ha premiato poi le squadre che hanno partecipato ad un torneo di calcio in memoria di Gennaro De Angelis.
Per Valerio Taglione, del Comitato don Diana, ricordare Gennaro De Angelis significa anche ricordare anche tutte le vittime che in questi anni sono state ammazzate dalle mafie. “Proviamo a dire ai familiari, noi stiamo con voi. Ce la possiamo fare a costruire un territorio completamente diverso. Ce la possiamo fare, ce la dobbiamo fare”. Per il magistrato della DDA, Cesare Sirignano bisogna aiutare quelli che hanno più difficoltà. “Ho visto troppi giovani nella aule di tribunale ricevere condanne molto serie e tanti di quei giovani sono di queste terre. Non è bello che persone dell’età dei miei figli debbano essere condannati a pene così dure. E’ una sensazione molto brutta per un magistrato. Però - ha aggiunto - è importante diffondere messaggi di speranza. Non bisogna cedere alle facile ricchezze. Non bisogna seguire messaggi di prepotenza, ma bisogna aiutare le persone che hanno bisogno di più. Altrimenti solo con le parole non riusciamo a cambiare molto”. Alla fine della manifestazione, per tutti una grande torta, preparata dai ragazzi dell’alberghiero di Cesa. Sopra c’era l’immagine di Gennaro de Angelis e i nomi di tutte le vittime della camorra della provincia di Caserta.
La manifestazione in ricordo di Gennaro De Angelis è stata promossa da Libera, "Comitato don Peppe Diana", coop. "Carla Laudante", la Pro Loco di Cesa, e le associazioni "Vinci", "Cesarinasce", Labor Mentis", "Attiviamocinsieme", Coordinamento Campano familiari vittime innocenti e Fondazione Polis
La manifestazione in ricordo di Gennaro De Angelis è stata promossa da Libera, "Comitato don Peppe Diana", coop. "Carla Laudante", la Pro Loco di Cesa, e le associazioni "Vinci", "Cesarinasce", Labor Mentis", "Attiviamocinsieme", Coordinamento Campano familiari vittime innocenti e Fondazione Polis